LINEE DI INDIRIZZO PER LA PREDISPOSIZIONE E LA REALIZZAZIONE DEL PIANO PER L’ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE (P.E.B.A.) DEL COMUNE DI REGGIO DI CALABRIA

Linee PEBA Reggio Calabria pg0CITTA’ DI REGGIO CALABRIA

VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

56 DEL 04 APRILE 2016

OGGETTO: LINEE DI INDIRIZZO PER LA PREDISPOSIZIONE E LA REALIZZAZIONE DEL PIANO PER L’ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE  (P.E.B.A.) DEL COMUNE DI REGGIO DI CALABRIA.

LA GIUNTA COMUNALE

Vista la proposta presentata dall’Assessore ai Lavori Pubblici in data 22/03/2016 n. 55;

Premesso che:

  • il 13 dicembre 2006 è stata approvata dalla Assemblea Generale la “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità” con la sottoscrizione della quale, tra l’altro, i Paesi aderenti si sono impegnati ad includere nelle loro politiche ordinarie i temi della disabilità e a riconoscere l’importanza dell’accessibilità all’ambiente fisico, sociale, economico e culturale per permettere alle persone con disabilità di godere pienamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali”;
  • con legge 3 marzo 2009 n. 18 si è provveduto alla ratifica ed esecuzione della suddetta Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e all’istituzione dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità; in particolare all’art. 9 della citata convenzione si promuove l’adozione di misure che includono l’identificazione e l’eliminazione di ostacoli e barriere all’accessibilità e che si applicano ad edifici, viabilità, trasporti, scuole, alloggi, strutture sanitarie e luoghi di lavoro;
  • dalla Convenzione discendono obblighi che impiegano gli Stati nelle proprie articolazioni (In Italia Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane):

(a) Ad adottare tutte le misure appropriate legislative, amministrative e altre misure per realizzare i diritti riconosciuti dalla presente Convenzione;

(b) A prendere tutte le misure appropriate, compresa la legislazione, per modificare o abrogare qualsiasi legge esistente, regolamento, uso e pratica che costituisca discriminazione nei confronti di persone con disabilità;

(c) A tener conto della protezione e della promozione dei diritti umani delle persone con disabilità in tutte le politiche e in tutti i programmi;

(d) Ad astenersi dall’intraprendere ogni atto o pratica che sia in contrasto con la presente Convenzione e ad assicurare che le autorità pubbliche e le istituzioni agiscano in conformità con la presente Convenzione;

(e) A prendere tutte le misure appropriate per eliminare la discriminazione sulla base della disabilità da parte di ogni persona, organizzazione o impresa privata;

  • il Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità adottato con Decreto del Presidente della Repubblica del 4 ottobre 2013 indica tra le priorità di azione – individuate a seguito di un processo di ricognizione sullo stato del dibattito in seno all’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità la “Promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità” e sollecita le istituzioni competenti ad adottare gli strumenti già individuati dalla normativa vigente tra cui i P.E.B.A. (Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche);
  • la Legge Finanziaria n. 41 del 28 febbraio 1986, all’art. 32, comma 20, dispone che “Non possono essere approvati progetti di costruzione o ristrutturazione di opere pubbliche che non siano conformi alle disposizioni del D.P.R. 27 aprile 1978 n. 384 (abrogato e sostituito dal D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503) in materia di superamento delle barriere architettoniche”;
  • l’art. 32, comma 21, della citata legge dispone che “Per gli Uffici Pubblici già esistenti non ancora adeguati alle prescrizioni del D.P.R. 27 aprile 1978 n. 384 dovranno essere adottati da parte delle Amministrazioni competenti i piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge”;
  • la Legge 5 febbraio 1992 n. 104 “Legge – quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” all’articolo 24, comma 9, ha stabilito che “i piani di cui all’articolo 32, comma 21, della legge n. 41 del 1986” dovessero essere “modificati con integrazioni relative all’accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all’individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all’installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate”;
  • il comma 11 dello stesso art. 24 della L. n. 104/1992 impone l’adeguamento dei Regolamenti Edilizi Comunali alla normativa vigente in materia di eliminazione delle barriere architettoniche e il successivo art. 26 sancisce il diritto di accesso ai mezzi di trasporto pubblico alle persone con disabilità;
  • il D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503 “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici” all’art. 3 stabilisce che: “nell’elaborazione degli strumenti urbanistici le aree destinate a servizi pubblici sono scelte preferendo quelle che assicurano la progettazione degli edifici e spazi privi di barriere architettoniche; l’art. 4 definisce i criteri generali d’intervento relativi agli spazi pubblici ed alle opere di urbanizzazione a prevalente fruizione pedonale indicando la necessità di realizzare itinerari accessibili alle persone disabili;
  • il D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 recante “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia” dichiara all’art. 82, commi 8 e 9, le prescrizioni di cui ai sopra citati commi 9 e 11 dell’art. 24 della legge n. 104/1992, relativamente all’estensione della normativa agli spazi urbani e all’adeguamento dei Regolamenti Edilizi;
  • la Regione Calabria, con L.R. 23 luglio 1998, n. 8 “Eliminazione delle barriere architettoniche”, promuove gli interventi destinati a consentire e migliorare l’accessibilità e la fruibilità degli edifici esistenti, pubblici e aperti al pubblico concedendo contributi per realizzare le opere necessarie. Ai sensi dell’art. 15 della predetta legge – Interventi regionali per la redazione dei piani comunali -, comma 1, si prevede che “Al fine di incentivare l’adozione dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche previste dall’art. 32, comma 21, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, la Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi a favore di Comuni per il sostegno degli oneri relativi alla acquisizione di consulenze tecnico amministrative”, così come il comma 21 dell’art. 32 della legge 28 febbraio 1986 n. 41, prescrive, nell’ambito dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche, adottati dalle Amministrazioni Comunali, la concessione di contributi anche per l’adeguamento delle opere di urbanizzazione e degli spazi esterni di relazione al fine di realizzare percorsi attrezzati privi di barriere architettoniche tra edifici pubblici già adeguati;

Considerato che:

  • l’Amministrazione Comunale di Reggio di Calabria ha eseguito negli anni interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche sia negli spazi pubblici che negli edifici di proprietà comunale, in conformità alla normativa vigente, tuttavia è ancora necessaria l’adozione di un Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.);
  • l’Amministrazione Comunale di Reggio di Calabria intende ora porre in essere tutte le attività preliminari e propedeutiche all’adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) in attuazione degli indirizzi e modalità definite dalla normativa sopra citata, quale principale strumento per la pianificazione, la programmazione e il controllo degli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • tale Piano, che costituisce anche elemento di sintesi degli interventi di adeguamento alla normativa già eseguiti, ha tra le sue finalità le seguenti:
  1. eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali dal contesto urbano del Comune di Reggio di Calabria nelle sue componenti di Uffici, Servizi ed Attività pubbliche o aperte al pubblico nonché dei luoghi pubblici o aperti al pubblico quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: cinema, sale convegni, ristoranti e musei;
  2. mappatura degli edifici pubblici, aperti al pubblico, o di uso pubblico esistenti e degli spazi urbani, anche in ottica open data;
  3. raccolta delle informazioni necessarie ad acquisire un quadro esaustivo delle tematiche in tema di accessibilità degli spazi urbani e degli edifici comunali, degli edifici privati aperti al pubblico o di uso pubblico, con priorità degli edifici comunali;
  4. individuazione delle “aree di interesse” per stabilire gli interventi prioritari con la collaborazione anche delle associazioni maggiormente rappresentative e delle realtà cittadine che si impegnano sui temi delle persone con disabilità;
  5. redazione dell’elenco degli interventi da compiere, individuazione delle priorità e della relativa stima economica ai fini del successivo inserimento delle connesse opere nella programmazione lavori pubblici;
  6. redazione di supporto cartografico informativo collegato ad uno schedario con immagini per agevolare l’attuazione ed il monitoraggio del Piano, quali principali strumenti individuati per l’aggiornamento del Piano medesimo ed il controllo dell’effettuazione degli interventi programmati;
  • il P.E.B.A. dovrà tener conto oltre che delle innovazioni tecnologiche in generale, ed informatiche in particolare, anche delle diverse pianificazioni in tema di mobilità adottate dall’Amministrazione, nonché integrarsi, ove occorra con aggiornamenti tesi a garantire l’accessibilità, il rispetto dei diritti umani e l’assenza di discriminazioni fondate sulla disabilità, con gli altri strumenti urbanistici e con il Regolamento edilizio;
  • il Piano dovrà essere dotato delle seguenti principali caratteristiche:
  1. Essere documento che scaturisce da un percorso partecipato con la collaborazione anche delle associazioni maggiormente rappresentative e delle realtà cittadine che si impegnano sui temi delle persone con disabilità;
  2. Essere un Piano strategico per favorire l’accessibilità degli spazi ed edifici pubblici, aperti al pubblico o di uso pubblico e dei servizi pubblici, favorendo l’integrazione sociale, la sicurezza, la qualità di vita e la mobilità di tutti i cittadini;
  3. Essere un Piano che permetta di conoscere il grado di accessibilità e fruibilità della città e del proprio patrimonio immobiliare, consultabile sia on-line sul sito del Comune di Reggio Calabria, che mediante l’utilizzo di applicazioni su dispositivi mobili;

 Ritenuto che:

  • per la predisposizione del P.E.B.A. si rende necessaria la costituzione di apposito Gruppo di Lavoro intersettoriale per verificare ed approfondire i vari aspetti tecnici, giuridici, amministrativi e finanziari, con il contributo delle diverse componenti specialistiche, nonché individuare con tutti i responsabili comunali coinvolti il percorso operativo per la realizzazione dell’obiettivo;
  • appare opportuno che il lavoro istruttorio per la redazione del Piano venga coordinato dal Dirigente del Settore LLPP che curerà, tra gli altri adempimenti, l’individuazione e la programmazione degli interventi prioritari, a seguito del monitoraggio eseguito da parte degli Uffici coinvolti;
  • si rende , altresì, necessario assicurare la partecipazione attiva all’elaborazione del Piano delle associazioni maggiormente rappresentative e delle realtà cittadine che si impegnano sui temi delle persone con disabilità nonché degli Assessorati alle Politiche Sociali, alla Cultura, allo Sport, alla Pianificazione Territoriale ed ai Trasporti, alle Attività Produttive, alle Finanze e alla Polizia Municipale;
  • appare opportuno, nell’ambito dell’elaborazione del P.E.B.A., non trascurare la problematica dell’accesso ai negozi da parte dei disabili, che potrebbe essere reso possibile attraverso rampe di metallo, da far costruire alla popolazione detenuta nelle carceri, da acquistare a carico dei negozianti; ciò allo scopo di assumere un valore aggiunto nell’utilità sociale del lavoro svolto dalla popolazione detenuta, e di ottenere una economia nella fornitura a vantaggio degli acquirenti, calmierando i prezzi della fornitura medesima, che sovente, in tema di disabilità, appaiono spropositati e ingiustificati;
  • conseguentemente appare opportuno esonerare dal pagamento di quanto dovuto per occupazione di suolo pubblico quei soggetti, pubblici o privati, che, per garantire l’accessibilità agli spazi ove erogano i propri servizi, installino – a regola d’arte e senza costituire ostacolo alla viabilità – rampe di accesso o altre opere che comportino l’occupazione del suolo pubblico;
  • risulta, altresì, necessario individuare in sede politica un unico centro decisionale che garantisca la possibilità di snellire e rendere più semplici le varie fasi di programmazione, pianificazione, individuazione di risorse economiche, rilascio di concessioni, autorizzazioni e permessi.

Visti:

  • La Legge Finanziaria n. 41 del 28 febbraio 1986, art. 32 comma 20 e 21;
  • La Legge 9 gennaio 1989 n. 13 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati;
  • Il D.M. 14 giugno 1989 n. 236 “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche”;
  • La L. 5 febbraio 1992 n. 104 “Legge – quadro per l’assistenza”, l’integrazione sociale e i diritti per le persone handicappate”;
  • Il D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503 “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”;
  • Il D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380;
  • La L.R. 23 luglio 1998, n. 8.;
  • La Legge 3 marzo 2009, n. 18 recante “Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità”;
  • La “Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un’Europa senza barriere”;
  • Il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013 , recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio;
  • Il Regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l’obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006;
  • Il Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio;
  • Il Regolamento (UE) n. 1300/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio;

Viste le osservazioni ed i suggerimenti formulati dalle associazioni reggine (Fondazione Provvidenza, Fand, Agi 2000, Unione Ciechi, As Reggina, Federazione Italiana Superamento Handicap, Oltre le Barriere Culturali ed Architettoniche, Collettiva Autonomia, Agedi Onlus, Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi) che si impegnano sui temi delle persone con disabilità che sono state recepite nel presente atto;

Ritenuto di acquisire il parere del Dirigente Avv. Francesco Barreca, espresso favorevolmente in data 04.04.2016 con nota prot. 53389, che si allega in copia;

Visti i pareri di regolarità espressi ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 comma 1 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n.267;

per i motivi citati in premessa

DELIBERA

  1. di approvare le linee di indirizzo, di cui in premessa, in ordine alla predisposizione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) del Comune di Reggio di Calabria che dovrà essere dotato delle seguenti principali caratteristiche:
  1. a) essere un documento che derivi da un percorso partecipato con la collaborazione anche delle associazioni maggiormente rappresentative e delle realtà cittadine che si impegnano sui temi delle persone con disabilità;
  2. b) essere un Piano strategico per favorire l’accessibilità degli spazi ed edifici e luoghi pubblici, aperti al pubblico o di uso pubblico e dei servizi pubblici, favorendo l’inclusione sociale, la sicurezza, la qualità di vita e la mobilità di tutti i cittadini;
  3. c) essere un Piano che permetta di conoscere il grado di accessibilità e fruibilità della città e del patrimonio immobiliare del Comune, consultabile sia on-line sul sito istituzionale che mediante l’utilizzo di applicazioni su dispositivi mobili;
  1. Di dare mandato al Dirigente del Settore Lavori Pubblici di costituire, con apposito provvedimento, un Gruppo di Lavoro Intersettoriale, coordinato dallo stesso, che svolgerà la propria attività con il contributo delle strutture territoriali, nonché degli uffici comunali delle Politiche Sociali, Cultura ed Istruzione e Trasporti.
  2. Di astenersi, in conformità alla Convenzione delle Nazioni Unite 2006, alla normativa di funzionamento dei Fondi Strutturali , alla Strategia europea sulla disabilità 2010-2020, dal progettare, finanziare e costruire – utilizzando detti Fondi – opere che non consentano l’accessibilità alle persone a mobilità ridotta traducendosi in una discriminazione ai danni di queste ultime.
  3. Di esonerare dal pagamento di quanto dovuto per occupazione di suolo pubblico quei soggetti, pubblici o privati, che, per garantire l’accessibilità agli spazi ove erogano i propri servizi, installino – a regola d’arte e senza costituire ostacolo alla viabilità – rampe di accesso o altre opere che comportino l’occupazione del suolo pubblico che siano idonee a garantire la fruizione dei locali alle persone a mobilità ridotta, anche mediante forniture di rampe o quant’altro che potrebbero essere realizzate dalla popolazione detenuta, nell’ambito di una rete di solidarietà ed utilità sociale che può garantire un valore aggiunto del P.E.B.A.
  4. di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile.

Disabilità e dintorni

di Pasquale Speranza*

OLTRE LE BARRIERE CULTURALI ED ARCHITETTONICHE
– spunti di riflessione sulle “disabilità” ed i diritti negati –DSCN1238

In merito alla problematica delle “disabilità” ed, in particolare, ai processi dell’inclusione/esclusione sociale e del riconoscimento/disconoscimento dei diritti di tante persone, è indispensabile e non più differibile nel tempo che anche nella nostra città si intensifichi il dibattito su questa materia.

La tematica della libertà di movimento e dell’accessibilità alle strutture di edilizia urbana non può essere ristretta ai soli disabili motori.

Innanzitutto perché sono coinvolte anche le persone non vedenti, ipovedenti e quelle sorde che hanno bisogno di dispositivi ed accorgimenti che permettano loro l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo.

Inoltre, gli ostacoli alla libertà di movimento e l’accessibilità interessano anche altre fasce di cittadini, come le donne in gravidanza, quelle che trasportano una carrozzina, gli anziani non autosufficienti e tutti coloro che, anche se per un periodo limitato della loro vita, si vengano a trovare in una situazione di difficoltà.

Discutere, nel merito, dei problemi aiuta il processo di riconoscimento degli stessi e ne facilita la possibilità di poter approntare dei dispositivi di superamento delle difficoltà stesse.

Credo che, in una parola, le questioni, prima di poterle inquadrare in un dispositivo di intervento risolutivo o, quantomeno migliorativo, debbano entrare ben bene nella nostra testa, concepirli come reali e seri.

Guardandosi attorno, ognuno di noi può capire quale sia il progresso/arretratezza sociale in cui vive la nostra comunità, a partire dal constatare quali dispositivi di inclusione/esclusione siano presenti.

È vero che, sul piano normativo, vi sia una produzione avanzata e molto sensibile in merito al tema dell’abbattimento delle Barriere Architettoniche o della progettazione a norma delle nuove opere ma anche nell’allestimento di misure come l’installazione di semafori acustici o di percorsi tattili.

Difatti, la nostra Costituzione, all’art . 16, garantisce il diritto alla mobilità di ogni cittadino. L’effettiva fruizione di questo diritto per le persone con disabilità, sancito dal principio di eguaglianza, riportato all’art. 3 della Costituzione, costituisce la base indispensabile per integrarsi nella Comunità di appartenenza.

L’art. 3, comma 2, della Costituzione demanda al legislatore il “compito di rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che possono impedire l’attuarsi, in concreto, del principio di eguaglianza.” È proprio sulla base di questa specifica previsione costituzionale che va inquadrata tutta la legislazione ordinaria in tema di disabilità, ivi compreso l’aspetto della mobilità, ed il correlato obbligo per la Pubblica Amministrazione di eliminare le Barriere Architettoniche.

Con il recepimento, in Italia, della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, attraverso la Legge n. 18 del 3 marzo 2009, il predetto diritto alla mobilità si è qualificato ulteriormente come diritto all’accessibilità. Tale diritto è strettamente correlato alla realizzazione di alcuni dei più rilevanti valori,cui è finalizzata la Convenzione stessa, vale a dire il diritto per le persone con disabilità alla vita indipendente ed all’inclusione sociale.

Per poter meglio comprendere il concetto di “accessibilità” è necessario enucleare cosa siano le “Barriere Arcitettoniche”.

Ci aiuta in questo il D.P.R. 503/1996 che, all’art. 1, comma 2, definisce le “Barriere Architettoniche” come:

“a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.”

Avendo ora inquadrato il concetto di “Barriera Architettonica”, possiamo comprendere meglio cosa sia l’accessibilità. Essa è una estensione positiva della possibilità di potersi muovere liberamente. Porta in sé la possibilità di poter accedere liberamente pure all’interno degli edifici anche ai diversi piani.

Per ciò che riguarda gli edifici, i servizi pubblici e gli spazi di pubblico accesso, la normativa, contenuta nel D.P.R. 503/1996, prevede precisi requisiti nella costruzione degli edifici e li vincola all’accessibilità agli spazi. Requisiti stringenti riguardano anche la realizzazione dei parcheggi, dell’arredo urbano, della costruzione di scale e rampe, degli attraversamenti pedonali e dei semafori, e, inoltre, dei marciapiedi. Precise disposizioni sono previste per la definizione di parcheggi riservati e per la fruizione dei servizi di pubblica utilità (treni, stazioni, servizi di navigazione, ecc.).

Un riferimento particolare viene riservato agli edifici scolastici le cui caratteristiche e i relativi requisiti necessari per l’eliminazione delle Barriere Architettoniche devono interessare non soltanto le strutture interne ed esterne, ma anche l’arredamento, i sussidi e le attrezzature necessarie per assicurare lo svolgimento delle attività didattiche, che devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di disabilità (banchi, sedie, computer, materiale Braille, spogliatoi, ecc..); specifiche previsioni vengono dettate per edifici a più piani non dotati di ascensori, che devono necessariamente disporre di aule al pianterreno raggiungibili mediante un percorso continuo orizzontale o raccordato con rampe (art. 23 del D.P.R. 503/96).

Ai fini dell’attuazione delle premesse di cui sopra, le leggi italiane prevedono l’adozione da parte dei Comuni di Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.).

Il P.E.B.A. è uno strumento di gestione urbanistica per pianificare gli interventi, per rendere accessibili gli edifici e gli spazi pubblici, previsti dalla Legge del 1986, n. 41, art. 32, commi 21 e 22 e dalla Legge quadro sull’handicap del 1992, la n. 104 art. 24, comma 9.

Questi Piani avrebbero dovuto essere già adottati, fin dal febbraio 1987, dagli Enti centrali e locali in base alle rispettive competenze sull’edificio o sullo spazio pubblico da adeguare, pena, per i piani di pertinenza dei Comuni e delle Provincie, la nomina di un Commissario ad hoc da parte della Regione.

La normativa sui P.E.B.A., testualmente prevede, all’art. 38 della L.41/86 al comma 21, : “Per gli edifici pubblici già esistenti non ancora adeguati alle prescrizioni del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, dovranno essere adottati da parte delle Amministrazioni competenti piani di eliminazione delle Barriere Architettoniche entro un anno dalla entrata in vigore della presente Legge” ed al successivo comma 22, : “Per gli interventi di competenza dei comuni e delle provincie, trascorso il termine previsto dal precedente comma 21, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nominano un Commissario per l’adozione dei piani di eliminazione delle Barriere Architettoniche presso ciascuna amministrazione”.

La normativa, appena riportata, è stata modificata ed integrata dall’art. 24, comma 9, della Legge 104/92 – “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.” – che testualmente prevede: “I piani di cui all’articolo 32, comma 21, della citata Legge n. 41 del 1986 sono modificati con integrazioni relative all’accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all’individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all’installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate.”

Oltre il ruolo di coordinamento e di controllo, sull’eliminazione delle “Barriere Architettoniche”, le Regioni hanno competenze anche nella Mobilità e trasporti collettivi: “Le regioni disciplinano le modalità con le quali i comuni dispongono gli interventi per consentire alle persone handicappate la possibilità di muoversi liberamente sul territorio, usufruendo, alle stesse condizioni degli altri cittadini, dei servizi di trasporto collettivo appositamente adattati o di servizi alternativi.”, art. 36, Legge 104/92.

Nel nostro caso, in Calabria, ancor prima che chiedere un aggiornamento della Legge Regionale n. 8/98 -Eliminazione delle Barriere Architettoniche -, è urgente chiedere una sua precisa applicazione. In realtà, la Regione avrebbe avuto il compito di commissariare gli Enti che non abbiano adottato i P.E.B.A. ma assistiamo ad una abdicazione di questo compito.

Un aspetto che riguarda la politica dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, è l’inserimento scolastico e l’alta formazione.

Alcune leggi aiutano in questo ambito. È importante citare la Legge 17/99 –
“Integrazione e modifica della Legge-quadro 5 febbraio 1992, n. 104, per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, la Legge 104/92 – “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, il DECRETO LEGISLATIVO n. 68/2012 – Revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio.

Le normative, appena riportate, istituiscono e finanziano la figura dell’insegnante di sostegno ed il tutor didattico (nelle Università si prevede la figura di sostegno di un tutor per la preparazione di ogni singolo esame o per la preparazione dell’elaborato di tesi finale) per gli studenti con “disabilità”.

Una problematica di particolare serietà, in ambito comunale, è quella di individuare siti da destinare ai Servizi Sociali che siano accessibili a tutti, non ultimi le persone con “disabilità” o con varie difficoltà.

In città, presentano situazioni di inaccessibilità anche alcuni uffici pubblici attualmente situati a Palazzo S. Giorgio, nei locali del Ce.Dir. dove sono allocati uffici dei Servizi Sociali comunali ed anche nelle strutture dell’ASP n. 5.

Cosa possiamo fare noi, semplici cittadini?

Notiamo che, ultimamente, l’apporto dei cittadini, singoli od organizzati, stia concorrendo a sviluppare interesse sul tema.
La cosa più importante da evidenziare è che stia avanzando una cultura per cui si pretende, giustamente, l’esercizio pieno dei diritti di cittadinanza.
L’eliminazione di una “Barriera Architettonica” assume la stessa importanza della richiesta di “agire” altri diritti. Non si può più accettare di sentir dire: “Beh, ci sono cose più urgenti e prioritarie!”

Nello spirito del protagonismo sociale, importante è stata anche l’iniziativa organizzata dal progetto “OLTRE LE BARRIERE CULTURALI ED ARCHITETTONICHE”, realizzata il 20 giugno 2015 al Cartella.
In quella occasione, gli organizzatori (Csoa Angelina Cartella, Collettiva AutonoMIA Reggio Calabria, Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi-Reggio Calabria), hanno dato origine ad “una rilevazione fotografica realizzata sui siti, nella città di Reggio Calabria, che presentano Barriere Architettoniche, a partire dalle strutture pubbliche.”
Un ulteriore contributo il progetto “OLTRE LE BARRIERE CULTURALI ED ARCHITETTONICHE”, l’ha portato nell’incontro tenutosi il 16 ottobre 2015, con l’assessora ai Lavori Pubblici Angela Marcianò e l’assessore alla Sicurezza Giovanni Muraca. In quella sede sono state presentate due proposte concrete che gli assessori presenti hanno affermato di voler sostenere, convintamente, nell’iter comunale:
• MOZIONE Mappatura Barriere Architettoniche presenti nella città di Reggio di Calabria e adozione del piano di eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) da parte del Comune di Reggio Calabria;

• Linee di indirizzo per la predisposizione e la realizzazione del Piano per l’eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.)
del Comune di Reggio di Calabria.
È superfluo affermare che, nella nostra città, sia ormai indifferibile e urgente la necessità di impostare una Programmazione del Comune di Reggio Calabria che, attraverso un coinvolgimento delle forze politiche presenti a Palazzo S. Giorgio, possa giungere ad adottare una mozione del Consiglio ed una delibera di Giunta, che proceda nella direzione della elaborazione e dell’adozione di un P.E.B.A. (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche).

Per poter adottare il P.E.B.A. si dovrà procedere, innanzitutto, ad un censimento delle Barriere Architettoniche esistenti, degli ostacoli per i ciechi, gli ipovedenti ed i sordi e delineare un quadro di interventi da realizzare nel medio termine, a partire da quelli più urgenti che riguardano gli edifici pubblici.

Una occasione di Programmazione consistente che la nostra Comunità ha, oggi, è relativa alla possibilità di realizzare dei P.E.B.A. nell’ambito dello strumento PON 2015-2020.
Anche su questo di misurerà la capacità di saper buon amministrare la Comunità reggina.

Voglio sottolineare, infine, che la “favola” che non esistano sanzioni per l’inosservanza delle norme di cui ho parlato sin qui, non sia vera.
Vi sono consistenti sanzioni sia per i progettisti responsabili (anche di strutture private aperte al pubblico) sia per gli amministratori che concedano l’agibilità, laddove la realizzazione dell’opera si discosti dal progetto presentato originariamente.

Ricordiamoci, sempre, che le norme sulle “Barriere Architettoniche” non riguardano solo le opere da realizzare ma anche la messa a norma di quelle esistenti.
*Componente del progetto “OLTRE LE BARRIERE CULTURALI ED ARCHITETTONICHE”

Responsabile del Servizio Programmi di Ateneo per il Diritto allo Studio e Sportello Disabilità dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria

https://www.facebook.com/notes/pasquale-speranza-ranieri/disabilit%C3%A0-e-dintorni-di-pasquale-speranza/10153063053600826

Ne hanno parlato:

http://www.csoacartella.org/index.php/comunicati/varie/item/1240-disabilita-e-dintorni

https://www.facebook.com/groups/collettivautonomia/?fref=ts

https://www.facebook.com/OLTRE-le-Barriere-culturali-ed-architettoniche-375328149336777/

http://radiovenere.net/Articolo/4651/disabilita-dintorni#.VjeW4Cv2Mrk

http://www.ntacalabria.it/reggio-calabria/speranza-su-disabilita-e-dintorni.html

http://247.libero.it/lfocus/24401412/1/reggio-calabria-speranza-su-disabilit-e-d-intorni/

http://www.makemefeed.com/2015/11/04/reggio-calabria-speranza-su-disabilita-e-dintorni-770099.html

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=145&cad=rja&uact=8&ved=0CDYQFjAEOIwBahUKEwju9YPtnYHJAhUknXIKHeeXCmg&url=http%3A%2F%2Fit.geosnews.com%2Fp%2Fit%2Fcalabria%2Freggio-calabria-speranza-su-disabilit-e-d-intorni_8515702&usg=AFQjCNEKz_-dQyJkuc9V2WKvQEZ-X6A1IA

http://ildispaccio.it/reggio-calabria/91246-oltre-le-barriere-culturali-e-architettoniche

http://www.strettoweb.com/2015/11/reggio-le-riflessioni-di-pasquale-speranza-sulle-disabilita-ed-i-diritti-negati/345207/

https://www.facebook.com/unimediterranea/posts/977813432277039:0

http://www.calabriapost.net/cultura/item/2180-disabilita-e-dintorni-oltre-le-barriere-architettoniche-e-culturali#.VlNY2r_2Mrk