BREVE VIAGGIO DI UNA BIMBA MIGRANTE

Aside

BREVE VIAGGIO DI UNA BIMBA MIGRANTE

No, noi lì non c’eravamo.

Quando lo scafista ha buttato in mare la borsetta che conteneva l’insulina della bambina diabetica.

No, noi lì non c’eravamo.

Quando il giorno dopo la bambina è morta tra le braccia della sua mamma impotente e addolorata.

No, noi lì non c’eravamo.

Quando se ne è andata una bambina che chiedeva solo di poter vivere e che aveva, come compagna di viaggio, una siringa con qualche dose di farmaco per poter sperare ancora.

Dio, lì noi non c’eravamo.

(P. Speranza)

16 luglio 2015 19.58

A DECINE LE CARRETTE VANNO GIÙ, IN FONDO AL MARE.

Aside

A DECINE LE CARRETTE VANNO GIÙ, IN FONDO AL MARE

– Stipati li sotto e fai posto anche agli altri!
Decine su decine fino a sanguinare,
stanno ammassati uno contro l’altro.

Nella tua testa il frastuono del diesel
e nelle tue narici l’odore puzzolente del cherosene.
Nulla conta la tua claustrofobia,
appesantita dal forte rullio delle onde sopra una carretta
che il mare cerca di avvinghiare
e portarsi giù nell’inferno.

Per stare in coperta
Il tuo “ticket” è più salato
ma non sei tra quelli che possono permetterselo.
A nulla vale che tu sia un vecchio, un bimbo oppure una donna.
Se non paghi,
neanche lo zainetto con l’insulina ti potrà fare compagnia.
Il posto che occuperai nel viaggio
dipenderà solo dai dollari che riuscirai a pagare.

In ogni caso, niente potrà garantirti
di non essere spinto tra le fauci delle onde nere.

– Mamma, quando arriveremo?
Ho sognato una spiaggia
dove tanti fratelli ci stavano aspettando,
portandoci del buon cibo
e dell’acqua fresca per toglierci quest’arsura
della salsedine che ci brucia la gola

– Mamma, dovrò sognare ancora molto
prima di poter abbracciare i nostri fratelli?
– Stipati li sotto e fai posto anche agli altri!
(P. Speranza, Reggio di Calabria 17.8.15)